L’ambientazione è quella che ti aspetti da una rappresentazione della Napoli per bene di primo Novecento: l’interno di una rispettabile dimora, con tappezzeria che oggi hanno solo i soggiorni delle nonne, la luce gialla delle lampadine 45 watt, l’argenteria in primo piano. La musica, quella da prime trasmissioni radio. Anche i personaggi non riservano sorprese: il maggiordomo in doppio petto, la cameriera prosperosa, il cuoco trasandato, i distinti padroni di casa che parlano un ricercato italiano, sebbene con lieve flessione partenopea. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti della classica commedia napoletana di Curcio e De Filippo. Infatti, I Casi sono due, per la regia di Silvio Giordani, è la versione diligentemente curata da Marina Curcio e Lello Vianello dell’omonimo capolavoro di Armando Curcio. Scritto nel 1941, è stato reso celebre dall’interpretazione di Edoardo De Filippo, che al protagonista di questa vicenda s’ispirò per il personaggio di Pappagone, creato per la trasmissione Scala Reale sulla Rai.
I punti di forza della commedia – come i casi del titolo – sembrano due. Uno, senza tempo, è la fantasia lessicale del testo, che propone una comicità mai grassa, sebbene a volte facile, fondata su deformazioni e giochi linguistici spesso ricercati sull’assonanza – per cui Giuda Iscariota diventa Giuda Carota, tacchino/taccuino, baionetta/baronessa, mangia e dormi/maggiordomo, collirio/collare, esequie / ossequi– o sulla polisemia delle parole – per cui un cane si chiama Stop, perché è un incrocio…-. Questi sobri passaggi sono più divertenti di alcune gag non nuovissime o di certe espressioni ed entrate in scena silenziose che richiedono l’applauso di “fiducia” – quello cioè concesso gratuitamente, solo per la fisionomia dell’attore che non ha ancora proferito battuta – sul modello Bagaglino.
Simili risorse testuali sono sottolineate senza esagerazioni dalla brillante interpretazione di due attori in particolare, Enzo Casertano (ruolo secondario, Soriani) e Martufello (Gaetano Esposito).
E arriviamo al secondo punto di forza della piece: proprio nella scelta dell’attore protagonista si registra la novità maggiore – quindi finalmente l’elemento che non ti aspetti - della riproposizione di Giordani, che prova a smarcarsi elegantemente ma sempre con ossequio dall’esempio del maestro De Filippo, non cercando con lui un confronto ma cambiando i connotati del cuoco al centro della vicenda e ricercando per questa figura un volto nuovo. Martufello, conservando i panni del suo più noto personaggio, reinterpreta in chiave “burina”, e dunque originale, il ruolo del morto di fame investito da un’inaspettata fortuna. E nemmeno pesa troppo lo stacco linguistico tra la sua parlata laziale e quella partenopea degli altri personaggi: il comico avrebbe forse creato più contrasto esprimendosi in napoletano, lui che il grande pubblico – sia della tv, sia del teatro – ha sempre sentito parlare diversamente. Come se così facendo avesse detto – opportunamente – “di più nin zo”.
Ma è adatto e sufficiente per un’interpretazione schietta e senza troppe pretese. Proprio come l’intera commedia, leggera, priva di ogni intenzione pedagogica, e per questo piacevole, gratuita come una risata, perché tutto sommato è meglio riderci su. Le doti evidentemente richieste a un testo scritto negli anni seri della guerra e del fascismo.
(Manuela Sammarco)
FOSS A MARONNA!!!!
IN QUATTRO ANNI DALLA SERIE C ALL'OTTAVO POSTO IN SERIE A CHE CI CONSENTE DI POTER ENTRARE ANCHE IN EUROPA!!!! GRAZIE NAPOLI!!!! CHE CAMPIONATO STUPENDO!!!VIDEO DA NON PERDERE!!!
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QUESTO BLOG RESTERA' SEMPRE IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER I FUMETTI E PER TUTTO MA MI SERVIVA ESSERE PRESENTE ANCHE SULL'ALTRA PIATTAFORMA. UN ABBRACCIO. ENZO

Venerdi' e Sabato scorso ho debuttato con lo spettacolo "I casi sono due" di A. Curcio con Martufello, Regia di Silvio Giordani al Teatro Palace Traiano di Fiumicino.
Il 9-10-11 Maggio saro' al Teatro Pezzani di Parma e dal 20 Maggio al 15 Giugno al Teatro Manzoni di Roma.
Ecco la locandina dello spettacolo in ordine d'apparizione.
Giuseppe Filippo Valastro
Maria Sandra Caruso
Gaetano Martufello
Federico Tito Manganelli
Barone Ottavio Carlo Ettore
Aspasia Lucia Ricalzone
Sormani Enzo Casertano
Luisa Claudia Cirilli
Marisa Anna Tognetti
Gaetano II Antonio Fulfaro